"CAMBIO PULITO". LA PIATTAFORMA CONTRO L'ILLEGALITA' NELLA FILIERA DEI PNEUMATICIlunedì 27 novembre 2017 15.04L'iniziativa promossa dall'Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia, cui aderisce Confartigianato Imprese Autoriparazione, è stata illustrata nel corso del seminario "Professione gommista", tenutosi mercoledì 6 dicembre 2017 presso Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.


Si è svolto a Treviso, mercoledì 6 dicembre, presso la sede di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana,  il seminario “Professione gommista: Professionalità, Responsabilità e legalità”.
Si tratta del primo convegno specifico che l’Associazione dedica all’attività di gommista , una professione che, nel mondo delle autofficine/carrozzerie, da servizio complementare e collaterale, si è sviluppata velocemente negli ultimi anni (favorita anche dalle norme del CDS che hanno istituito l’obbligo dei pneumatici invernali) fino  a guadagnare una propria autonomia e identità.

Nel corso del seminario sono state presentate le caratteristiche e le funzionalità di “Cambio pulito” (www.cambiopulito.it), una piattaforma informatica di “ whistleblowing “, creata in Italia dall’ ”Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU” cui aderisce anche Confartigianato Imprese,  che consente agli operatori del settore di segnalare, in forma anonima, pratiche illegali di evasione dell’IVA nell’acquisto di pneumatici o il mancato versamento del contributo ambientale per la gestione dei PFU (pneumatici fuori uso). Fenomeni, questi,  che stanno caratterizzando in maniera rilevante la filiera, caratterizzata, purtroppo, da episodi diffusi di irregolarità; si stima infatti che  in Italia vengano venduti illegalmente più di 2 milioni di pneumatici all’anno e che questa pratica generi 30-40mila tonnellatedi PFU che non esistono per il fisco e sono fuori dal target fissato dalla legge per il sistema nazionale di gestione, finanziato dai cittadini e dalle vendite regolari.

Successivamente, è stato illustrato il servizio di Confartigianato Autoriparazione, complementare alla piattaforma, denominato “Diritto al ritiro” che consente la puntuale raccolta dei PFU regolarmente prodotti presso le aziende associate, evitando il rischio del cosiddetto “fermo ritiro”, ossia l’interruzione del servizio da parte degli operatori del Consorzio prelievo PFU, causato dal superamento dei target di raccolta,  che potrebbe causare sanzioni per il superamento dei tempi di deposito temporaneo. Uno strumento di tracciabilità della generazione di PFU, utile alle imprese e alla corretta gestione del sistema che rappresenta un ulteriore passo in avanti, dopo lo sviluppo della piattaforma di whistleblowing, in quell'assunzione di responsabilità condivisa che dovrebbe caratterizzare tutti gli operatori della filiera.

Di seguito l’Ing. Pietro Pasqualetto, uno dei maggiori esperi del  settore in Italia, è intervenuto sul tema delle responsabilità civili e penali nell’attività di sostituzione e riparazione pneumatici; aspetti di fondamentale interesse per gli operatori ai quali, questa profesisone che sta diventando sempre più protagonista  nel miglioramento della sicurezza stradale dei veicoli, richiede un costante aggiornamento professionale.

Infine, è stato dato spazio alle nuove tecnologie a disposizione del gommista 4.0 con la presentazione del profilatore laser per il controllo dell’usura dei pneumatici e dei freni, da parte di Luigi Minen, responsabile commerciale di Texa.
 



LA PIATTAFORMA “CAMBIO PULITO”

GUARDA IL VIDEO:


Fare chiarezza sul mercato degli pneumatici per combattere i flussi irregolari che danneggiano gli imprenditori onesti. Questo è l’obiettivo di ‘Cambiopulito” (www.cambiopulito.it), la piattaforma di “whistleblowing” on line per raccogliere segnalazioni sugli illeciti che inquinano il settore.
L’iniziativa è stata lanciata a livello nazionale 5 mesi fa dall’ L’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia, nato per promuovere e sostenere la legalità e la trasparenza nella filiera del ricambio di pneumatici e dei Pneumatici Fuori Uso (PFU).

PER ADERIRE ALL'INIZIATIVA ED USARE LA PIATTAFORMA CONTATTARE CONFARTIGIANATO IMPRESE MARCA TREVIGIANA (0422/433300 - Giancarlo Milanese)

L’osservatorio è costituito dai consorzi di filiera per la gestione degli PFU Ecopneus, EcoTyre e Greentire – che gestiscono circa l’85% del totale nazionale – Legambiente, le associazioni di categoria, tra cui Confartigianato Imprese, Airp e Federpneus.
Il primo rapporto sulle segnalazioni giunte a ‘Cambiopulito’ è stato presentato il 25 ottobre 2017 a Roma ad una conferenza stampa alla quale sono intervenuti tutti gli attori della filiera degli pneumatici.
122 segnalazioni registrate, quasi una al giorno, 80 aziende segnalate, di cui 50 con specifica documentazione e 14 operatori commerciali attivi principalmente online, oggetto di 34 segnalazioni, cui sono associate, con descrizioni e documentazioni precise e circostanziate, pratiche illegali di evasione dell’IVA all’acquisto di pneumatici o mancato versamento del contributo ambientale per la gestione dei PFU. Elementi che hanno già consentito di inoltrare diverse delle segnalazioni raccolte al Comando Tutela Ambiente dell’Arma dei Carabinieri, per i necessari approfondimenti sulle diverse cause che portano alla generazione illegale di PFU.

Attraverso CambioPulito, promossa dall’Osservatorio sui flussi illegali di Pneumatici e PFU, una filiera di oltre 50.000 aziende in Italia sta dando un segnale chiaro e deciso contro l’illegalità (oggi l’accesso è riservato agli operatori del settore servizi dai consorzi e dalle associazioni di categoria partner), che genera ogni anno 30-40mila tonnellate di PFU che non esistono per il fisco e sono fuori dal target fissato dalla legge per il sistema nazionale di gestione, finanziato dai cittadini e dalle vendite regolari. Un messaggio chiaro, che ha permesso di mettere a fuoco meccanismi rodati di introduzione irregolare in Italia di pneumatici destinati alla vendita irregolare.

Gran parte di tali flussi avvengono tramite vendite online, prevalentemente da società e siti web registrati all’estero (soprattutto Germania, USA, Belgio) che introducono pneumatici poi destinati alla vendita su tutto il territorio nazionale con una dinamica che poi si salda con successive vendite in nero. Il circuito B2B (business to business), cioè tra imprese e intermediari, è responsabile della maggior parte di questi flussi: attraverso sistemi di triangolazione tra produttori e intermediari esteri, alcuni operatori commerciali esteri sistematicamente evadono IVA e contributo e attuano una concorrenza sleale verso le aziende in regola, rispetto alle quali sono in grado di proporre pneumatici con prezzi inferiori di circa il 20%.

Gli operatori corretti sono stanchi di tutto ciò e lo manifestano su CambioPulito attraverso descrizioni puntuali, dando indicazioni su persone, episodi concreti, inviando a sostegno immagini di documenti di vendita irregolari (senza Iva e senza contributo) e portando all’attenzione annunci di vendita online (in particolare sui social network) a prezzi stracciati.
Ogni singola informazione registrata sulla piattaforma viene passata al vaglio da Legambiente, che la gestisce, attraverso fasi su successive di “presa in carico”, “valutazione”, “decisione”, con possibili richieste di informazioni integrative o chiarimenti al segnalante (sempre tramite la piattaforma online e in forma anonima) per poi arrivare ad una condivisione con i membri dell’Osservatorio.
Il passaggio successivo non può che riguardare l’informazione, su alcune segnalazioni di particolare gravità e rilevanza, alle Forze dell’Ordine: delle 43 segnalazioni attualmente in fase di follow-up, cioè che hanno concluso la fase di valutazione interna, una parte è stata inoltrata, per gli eventuali sviluppi investigativi, al Comando Tutela Ambiente dell’Arma dei Carabinieri.

Tutto ciò mentre si è  alla vigilia di una nuova emergenza sul fronte della gestione dei PFU, a causa delle quantità eccedenti i target dei consorzi; tali quantità si stanno già accumulando presso gli operatori del mercato del ricambio, dove rischiano di restare fino al nuovo anno, quando i consorzi, che a breve avranno raggiunto il totale dei quantitativi da raccogliere e recuperare nel 2017, così come finanziato alle vendite regolari, avranno nuove risorse su cui riavviare la raccolta con un nuovo target da raggiungere. Una situazione critica che si ripete ormai ad ogni fine d’anno, proprio perché il sistema di gestione, i consorzi, non hanno strumenti per distinguere tra PFU provenienti da vendita regolari oppure no e i flussi illegali che introducono pneumatici nuovi sono floridi e consolidati.

Per questo, tra i temi più urgenti su cui l’Osservatorio sta lavorando in parallelo è quello della tracciabilità dei pneumatici. In particolare, a seguito dei sondaggi preliminari sviluppati da Confartigianato Imprese, l’Osservatorio ha deciso di dotarsi di uno strumento di tracciabilità della generazione di PFU, denominato “Diritto al ritiro”, utile alle imprese e alla corretta gestione del sistema. Un ulteriore passo in avanti, dopo lo sviluppo della piattaforma di whistleblowing, in quell'assunzione di responsabilità condivisa che caratterizza i lavori dell’Osservatorio stesso.
 
 
Gli interventi dei  Presidenti delle categorie automotive di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
Gianluigi Buosi, Presidente  dei meccatronici di Confartigianato IMT:  “Vorrei mettere in evidenza l’importanza dell’impegno comune tra Associazioni autoriparatori e gommisti, Consorzi di raccolta e Legambiente per far emergere e contrastare il mercato illegale degli pneumatici. Le imprese che operano correttamente sono infatti  danneggiate da comportamenti illeciti e dalla concorrenza sleale del mercato irregolare e devono poter contare su un sistema efficiente di raccolta degli pneumatici, senza incorrere nuovamente nel rischio di blocco del ritiro. A questo proposito Confartigianato ha già messo in atto anche una procedura denominata “Diritto al ritiro” per garantire un meccanismo permanente di raccolta di PFU dedicato esclusivamente agli operatori che hanno acquistato gli pneumatici in modo regolare, sotto il profilo fiscale e del contributo ambientale.
“Se ci sono pneumatici da raccogliere il cui contributo non è stato versato – sottolinea il Presidente dei carrozzieri di Confartigianato IMT, Antonio Danesin – abbiamo la conferma che c’è un flusso anomalo e le nostre imprese ne subiscono effetti. È quindi doveroso da parte nostra dare agli imprenditori risposte concrete e individuare soluzioni per riportare tutto alla legalità. La sopravvivenza delle nostre imprese si basa soprattutto su un mercato leale, trasparente e con regole uguali per tutti. Per questo vogliamo creare una scheda di tracciabilità con la quale l’operatore che ha Pfu da smaltire possa documentare la legittima provenienza dello pneumatico. I risultati raggiunti in questi primi cinque mesi di gestione della piattaforma CambioPulito dimostrano l’efficacia del sistema di whistleblowing condiviso da tutte le realtà che hanno deciso di costituire l’Osservatorio sui flussi illegali di Pneumatici e PFU, che costituisce un contributo preziosoin una situazione difficile, anche davanti ai ritardi di chi dovrebbe assicurare risposte istituzionali.”.
 

Torna indietro