INDICENTI, COSI' LA TECNOLOGIA PUO' AIUTARE AD EVITARLIlunedì 14 settembre 2020 10.59Sensori per il monitoraggio del volto per prevenire gli infortuni sul lavoro causati da stanchezza


Dal 2009 a oggi sono state 17 mila le vittime e innumerevoli i feriti: gli infortuni sui luoghi di lavoro rappresentano un dramma di importanza crescente. Uno strumento di grande utilità per la loro prevenzione in alcuni settori come quello dei traporti e quello della logistica è il rilevatore di stanchezza, che ha visto negli ultimi anni una sempre maggiore diffusione sia su veicoli privati sia commerciali.
 
I rilevatori di stanchezza si dividono principalmente in due tipologie: “a tempo” e “reale”. Il primo si basa sul tempo di viaggio attivandosi nel momento in cui si avvia il motore e lavorando fintanto che questo non viene spento: il sistema di rilevazione di stanchezza a intervalli regolari (solitamente ogni 90 o 120 minuti), emette un segnale acustico e fa comparire una scritta sul computer di bordo, consigliando una sosta. La seconda tipologia si basa invece su sensori che analizzano in modo continuativo il volto del guidatore monitorando battito delle palpebre, smorfie del viso o cambi di direzione e valutando così il suo grado di stanchezza.
 
Questi sistemi non rendono però disponibili i dati raccolti all’utente o all’azienda, limitando così la possibilità di studiare soluzioni migliorative. Diverse aziende stanno lavorando per superare questa problematica. Tra loro la Somos, specializzata nello sviluppo di soluzioni per la mobilità smart, che ha realizzato a Smart Driver Fatigue Detection Platform.
Si tratta di una piattaforma che analizza il comportamento dell’operatore sul mezzo, identificando i segnali di stanchezza e mandando, quando necessario, un alert sia al guidatore tramite una notifica sia – in tempo reale – alla centrale operativa.

L’azienda potrà avere così una panoramica sul comportamento dei driver durante il lavoro, garantendo la sicurezza e comunque anche la privacy degli stessi.

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